9.00 mattino
 
Aspetto un segno. O anche solo un segnale. E ripeto i gesti, i pensieri, i respiri a volte. Impulsivo, ritmico, regolare. Aspetto.
Lo vedo ancora. Di nuovo. Come ogni mattina. Mattina solare, uggiosa, promettente. Non importa, lui è sempre là. E batte il tempo. Passo, mi fermo al semaforo e mi accendo la sigaretta. Lo osservo di nuovo e aspetto che mi dica che è ora. La mia, per andarmene di qui. Perché lo so che il mondo vibra lá fuori, lontano o vicino, da qualche parte, dappertutto. Lo posso sentire mentre sussurra il mio nome. A volte lo grida. E io voglio rispondere.
La mia ora. Che me lo dica. Chi meglio di lui? Quel grosso antico, antiquato orologio, immenso sul suo campanile. Come un re, stanco di governare, desideroso di un po' di silenzio. Destinato e costretto a sopportare il suono incessante delle campane alle sue spalle. Lo deridono una volta di più ogni mattina. Ma prima o poi, lo so, si vendicherà. Lo guardo e aspetto. Non triste, non solo. Senz'altro risoluto. Perché lo voglio sentire quel via verso il mondo. Ho fiducia in lui.
E batte il tempo. La notte chiara che è anche mattina. Il giorno che avanza verso la sera scura. E poi di nuovo. E ancora e ancora. Da anni, da millenni, forse solo da sempre. E alle 9.00 ogni mattina io mi fermo ai suoi piedi. In faccia al suo semaforo, guardia disarmata del vecchio re. Ho solo pochi minuti prima di riprendere il viaggio. Di andata, ma per poi tornare. E ricominciare. Rimetto l'accendino in tasca e sorrido al pacchetto di caramelle che vi riposa. Caramelle alla liquirizia. Non ho mai gustato questo sapore nero. Mai in vita mia. E loro sono lì stantie e magiche caramelline che aspettano il segnale, come me. Per loro sarà il momento di vedere la luce. Per me quello di vedere altri luoghi, altri volti.
Afferro la busta del pane dal sedile accanto a me. E' ruvida sotto le mie dita. Il contatto mi dà sicurezza, so che è lei e non ho alcun bisogno di guardarla. Il mio sguardo è fisso solo per lui. Aspetto. Allegro.
La radio diffonde musica bassa appena al di fuori della mia auto. Eccomi qui. Ancora e di nuovo. Andrò a guadagnare quel pane che assaggio ogni mattina. Quattro chiacchiere col casellante muto. Cinque col portinaio loquace. Sei o sette con la segretaria del capo. Zero col capo. E ritorno. Sulla strada dietro al campanile. Mi è dato di vederlo solo la mattina. Solo alle nove. Solo fino alle nove. Ma oggi un suono nuovo attira le mie orecchie mentre mi avvicino al vecchio re. E qualcosa mi dice che la musica cambia. C'è un uomo dal volto sconosciuto e appena sorridente. E' sul marciapiede appoggiato alla sua fisarmonica. Mi guarda e accenna al campanile, e ora il suo sorriso non è più solo abbozzato. Ora posso contargli i denti, uno due tre… lentamente smetto di contare, e non c'è voluto poi molto… sposto lo sguardo. Le mura. I fori antichi sulle mura. Le campane. L'orologio. Improvviso un rumoraccio squarcia l'aria. Qualcosa si distorce dietro al vecchio re. E lui ride, rumoroso. Una gigantesca pallottola sembra precipitare dal cielo. E' la campana e il campanile diventa un settecentesco cannone che la spinge verso il basso. La campana più grande. La più stonata. La più chiassosa. Perfino in punto di morte. Si schianta al suolo con tutto il fragore che non era riuscita ancora a sprigionare. E dopo un ultimo sguardo al suo compagno, vecchio e deriso, ma ancora stagliato lassù nel cielo lui, silenziosa, muore. Lo dicevo. Che si sarebbe vendicato. Tutti corrono. Nessuno era sotto la campana? State tutti bene? Mio Dio che spavento! Mio Dio! Ma lui, il vecchio re, mi guarda. E' la tua ora, il tuo momento mi dice. Vattene. Assapora le caramelle, assapora la vita. E io sorrido. L'uomo con la fisarmonica non c'è più. Non suona più. La sigaretta brucia la carta del pane. L'odore, quel non profumo di foglie di fuoco invade la mia macchina. Infilo la mano in tasca, tremo e quasi rido. Liquirizia. Mi piace, e avvio il motore. Guardo verso l'alto. Hai il mio cuore, vecchio orologio. Tornerò, lo sai. Tornerò e mi vedrai ancora, una mattina alle nove.
 
A.V.
 
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